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ANIMALI E CORONAVIRUS: COSA C'E' DA SAPERE!




AFFRONTIAMO UN NUOVO PROBLEMA CHE SI STA PONENDO ALL'ATTENZIONE PUBBLICA:

IN QUESTO PERIODO DI GRANDE ALLERTA GLI ANIMALI ED IN SPECIAL MODO QUELLI DA COMPAGNIA POSSONO ESSERE PORTATORI DI CONTAGIO? I LORO PADRONI E LA COLLETTIVITA' SONO A RISCHIO?


INNANZITUTTO COS E' IL COVID VIRUS?


Il virus che causa l'attuale epidemia di Coronavirus è stato denominato "Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2". La malattia provocata dal nuovo Coronavirus è stata, quindi, denominata “COVID-19” (dove "CO" sta per corona, "VI" per virus, "D" per disease e "19" indica l'anno in cui si è manifestata). Secondo il Ministero della Salute Italiana il nuovo Coronavirus è “un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette, ad esempio quando starnutiscono o tossiscono o si soffiano il naso”. Pertanto, al fine di evitare il contagio l'intera popolazione deve attenersi rigorosamente a rispettare le regole che sono state imposte per evitare il proliferare di tale grave pandemia. In particolare Il Ministero della Salute impone che per la incolumità pubblica e per evitare l'aggravio della attuale situazione in cui versiamo “è importante perciò che le persone ammalate applichino misure di igiene quali starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso e lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche”.

COME SI TRASMETTE TALE VIRUS? E QUALI SONO I SINTOMI?

Sempre secondo il Ministero della Salute Italiano, il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata.

“La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:

1) la saliva, tossendo e starnutendo

2) contatti diretti personali;

3) le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.

Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.”

Inoltre, non tutti i soggetti rispondono allo stesso modo al contagio:

Sempre secondo il Ministero della Salute “alcune persone si infettano ma non sviluppano alcun sintomo. Generalmente i sintomi sono lievi, soprattutto nei bambini e nei giovani adulti, e a inizio lento. Circa 1 su 5 persone con COVID-19 si ammala gravemente e presenta difficoltà respiratorie, richiedendo il ricovero in ambiente ospedaliero. I sintomi più comuni di sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

QUAL E' L'ORIGINE DI TALE GRAVISSIMA PATOLOGIA?

Alla luce delle accurate indagini che sono state svolte per capire quali sono le origini di tale pandemia, si è scoperto che: “in Cina nel 2002, SARS-CoV è stato trasmesso dagli zibetti agli esseri umani e, in Arabia Saudita nel 2012, MERS-CoV dai dromedari agli esseri umani. Numerosi coronavirus noti circolano in animali che non hanno ancora infettato esseri umani”.

In relazione proprio alla fonte del nuovo Coronavirus che non risulta essere stata ancora identificata, il Ministero della Salute ipotizza che i primi casi umani in Cina siano derivati da una fonte animale”.


DETTO QUESTO GLI ANIMALI ED IN PARTICOLARE GLI ANIMALI DI COMPAGNIA POSSONO ESSERE UNA DELLE VIE DI CONTAGIO DI TALE GRAVISSIMO VIRUS?

Milioni di italiani in questo momento così delicato, che ci vede costretti a casa per il benessere e la salute pubblica di tutti, si chiedono se si possa contrarre l’infezione dal proprio animale da compagnia?

La risposta del Ministero della Salute Italiana è negativa, poiché, al momento non vi è alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia, quali cani e gatti, abbiano contratto l’infezione o possano diffonderla.

Il predetto Ministero raccomanda solo di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche dopo il contatto con gli animali, accortezza questa che, tuttavia, si dovrebbe normalmente rispettare, e non solo in questo determinato momento di crisi.

Alla luce di tutti i timori di contagio di tale grave virus si stanno verificando moltissimi casi di abbandono dei propri animali da compagnia.

Proprio in riferimento a questa problematica l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha risposto ad alcune domande ricorrenti sul coinvolgimento degli animali da compagnia nella trasmissione di questa specifica infezione, rappresentando che «Ci sono ancora molte informazioni mancanti sul SARS-CoV-2. La priorità è controllare il focolaio umano il prima possibile. Siamo tuttavia preoccupati per il benessere animale, a causa di notizie che riportano abbandoni o uccisioni di animali da compagnia soltanto a causa del timore, ad oggi ingiustificato, sul loro possibile ruolo nell’epidemia di COVID-19»

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie in particolare ha rilevato che “Sebbene il SARS-CoV-2 sia con molta probabilità originato da un animale, oggi l’epidemia da SARS-CoV-2 è sostenuta esclusivamente dalla trasmissione del virus tra uomo e uomo o tramite il contatto con oggetti contaminati, senza il coinvolgimento attivo di animali. Tuttavia la situazione è in rapida evoluzione e gli studi epidemiologici e virologici progrediscono velocemente: è bene quindi controllare costantemente ogni aggiornamento scientifico.

Pertanto, alla luce delle predette analisi scientifiche fin qui intervenute, anche se non è ancora chiaro se i nostri animali possano ammalarsi di COVID-19, nel caso si verificasse una infezione, è meglio limitare i contatti al minimo indispensabile, esattamente come si deve fare per gli altri membri della propria famiglia e come è consigliabile fare in caso di qualsiasi forma di malattia. La raccomandazione è sempre di mantenere un alto livello di igiene, lavandosi sempre le mani prima e dopo aver toccato il nostro animale domestico.


INFINE, NEL CASO IN CUI L'ANIMALE DOMESTICO POSSA ESSERE STATO INFETTATO, INSIEME A NOI DAL PREDETTO COVID 19, QUALE COMPORTAMENTO TENERE?


Nel caso in cui si è stati infettati, o si ipotizza di esserlo, da SARS-CoV-2 bisogna avvisare telefonicamente il medico veterinario curante del proprio animale e rappresentargli i fatti. Secondo l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie infine, “attualmente non ci sono evidenze di malattia da SARS-CoV-2 negli animali domestici, né tantomeno della possibilità che questi possano diffondere l’infezione. Tuttavia, adottando il principio di precauzione, se l’animale è venuto a contatto con una persona infetta è meglio evitare di metterlo a contatto con altre persone, specie se di fasce a rischio”.


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